L'acchiappafantasmi [parte 3]
l'altro daniele silvestri
foto di un disco di daniele silvestri, via discogs
la necessaria premessa - vol.3
l’acchiappafantasmi non è una vera e propria rubrica di questa newsletter, ma è successo che un paio di volte sono inciampato in delle storie abbastanza assurde della musica italiana che mi andava di raccontare. tipo il curioso caso di aurora tagle e franco battiato o il misterioso powell che ha tradotto i testi di battisti in inglese. devo dire che basta poco, pochissimo, per convincermi a perdere un paio d’ore di sonno per chiudermi in una caccia al tesoro inutile. il fatto è che se la carrà canta a far l’amore comincia tu e a me viene da chiedermi “in che senso liebelei?”, poi se non provo nemmeno a darmi una risposta io non ci dormo la notte. quindi a sto punto meglio andare a letto tardi anziché perdere l’intera nottata.
il fatto
sono a madrid per un breve viaggio di lavoro. tra il volo di andata e quello di ritorno ci passano 36 ore e 41 gradi celsius. in questa toccata e fuga nella rovente capitale spagnola riesco a ritagliarmi un po’ di tempo libero per fare un giro in città. per ben due volte, quando sono prossimo allo scioglimento e avrei bisogno di un qualsiasi luogo coperto in cui rifugiarmi per 10 minuti, mi si materializza davanti un negozio di libri usati. lo prendo come un segno e decido di andare a visitare un terzo negozio di libri usati, un po’ fuori dal centro.
si la montaña no va a mahoma
non lo so se esiste la versione spagnola del detto di maometto e la montagna, fatto sta che nel negozio in questione, tra una marea di libri impilati, trovo a sorpresa anche una cassetta di legno con una manciata di dischi. una cassetta che da sola varrebbe almeno un paio di episodi di mercatiny, come testimoniano i 45 giri che ho messo da parte: uno di ornella vanoni in spagnolo, una raccolta di sanremo 1958 e un disco del 1965 di… daniele silvestri?
le cose che abbiamo in comune
“sono 4850/le conto da sempre, da quando mi hai detto/ma dai pure tu sei degli anni sessanta”. ripetere a mente il testo della canzone mi aiuta a constatare l’ovvio: nonostante il nome e cognome in comune, questo sbarbato daniele silvestri in copertina non è quel cantautore romano, nato tre anni dopo l’uscita del vinile che ho in mano. lato a: quando l’amore finisce. lato b: canto e sorrido. il bollino verde incollato sulla cover dell’album mi indica il prezzo da pagare per portare a casa i due singoli di silvestri senior: 1 euro.
l’inevitabile conseguenza
nonostante la quasi ingooglabilità del nostro, causa l’ingombrante presenza online dell’altro daniele silvestri, discogs si riconferma il posto più bello del www. basta una ricerchina rapida nel tragitto metro-aeroporto per capire cosa farò una volta tornato a casa: leggere dell’edizione 1965 del festival delle rose (e andare a letto tardi).
sanremo chi?
dopo il successo della prima edizione, il festival delle rose nel 1965 fa le cose in grande, che manco sanremo: 40 cantanti in gara divisi in due gironi (“campioni” e “giovani”) per 44 canzoni (due a testa per i 14 big e 16 brani degli esordienti) e, perché no, un “premio dell’ente del turismo” vinto da bruno lauzi. ad aggiudicarsi il primo premio aka “la rosa d’oro” non è l’esordiente franco califano, non è inspiegabilmente e la chiamano estate di bruno lauzi con testo dello stesso califano (che anzi pare sia passata abbastanza inosservata alla manifestazione) e non è neanche sergio endrigo, ma - rullo di tamburi - orietta berti. quando l’amore finisce di daniele silvestri, in gara nel girone dei giovani: non classificata.
non c’è rosa senza spine
dopo due 45 giri pubblicati con la columbia prima del festival delle rose e quel terzo disco promosso durante la manifestazione - che tra l’altro verrà interrotta dopo appena quattro edizioni - la carriera di daniele silvestri non decolla. oltre a una versione di quando l’amore finisce per il mercato brasiliano pubblicata nel 1966 dalla odeon, una sotto-etichetta della emi, non si trovano altri dischi sul web né alcun tipo di informazione sull’artista.
una serie di domande non risposte
che fine ha fatto daniele silvestri? come ci è arrivata a madrid quella copia del suo 45 giri? qualcuno in brasile avrà perso la testa per la sua classica canzone all’italiana un po’ modugno e un po’ jimmy fontana? daniele silvestri sa di avere un omonimo che ha partecipato al festival delle rose? mi rendo conto che come acchiappafantasmi lascio parecchio a desiderare, ma un po’ mi rasserena l’idea che là fuori è pieno di canzoni e artisti dimenticati, spesso introvabili su spotify e compagni, poco ottimizzati per la seo e ignorati dall’intelligenza artificiale, che aspettano solo di essere scoperti in un qualunque negozio di dischi o libri usati. credo che per ora posso tornare a dormire. stop.
telegrammy è grandi dischi e testi piccolissimi. musica e parole selezionate con cura. telegrammy non è sui social. se sei qui è grazie (ai tuoi gusti musicali pazzeschi e) al passaparola. per inviare i telegrammy a chi vuoi bene inoltra questa mail o manda questo link. se ti piacciono le recensioni piccolissime ma l’italiano non ti basta, qui ne trovi alcune in inglese per diy magazine. stop.



Gli artisti sottotraccia mi commuovono
Io pagherei per mandarti in giro per mercatini, anche per me rubrica preferita!!