Trestati
altro che mezze stagioni
la prima estate è leggera, senti qua come è leggera. pompa il basso, si rilassa, va alla playa quanto basta. sì, è un po’ scema, è caciarona, però almeno è spensierata, quando ride ti contagia. è sincera e ti perdona se sa che l’hai giudicata. l’ho cercata tutto l’anno e quasi non mi sembra vero che è arrivata.
la seconda estate è accaldata, manco è cominciata che è già tutta sudata. è caotica, è incoerente, è affollata, è assolata. forse un pizzico arrabbiata? sarà il calore, sarà l’assenza d’aria condizionata. eppure è triste mai, noiosa mai, boriosa men che mai. di sicuro è appassionata. una gioiosa sommossa improvvisata per strada. l’ho cercata tutto l’anno e ora che è arrivata mi ha travolto come l’onda a kanagawa.
la terza estate è già passata. oh, un attimo che mi sono distratto e puff: è svanita, mai esisista, evaporata. spazzata via da un temporale notturno o dal rientro dalle ferie cancellata. s’è lasciata alle spalle un’aria rarefatta, un ricordo di brasile appannato, una foto sfocata di una spiaggia selvaggia, già dimenticata. l’ho cercata tutto l’anno e quella, in punta di piedi, quasi senza salutare se ne è andata.
ho cercato l’estate tutto l’anno e all’improvviso ne ho trovate tre. altro che mezze stagioni. stop.
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